sabato 28 aprile 2012

Cosa mi spalmi mamma?

Buon dì mamme, oggi si parlerà del beauty case del nostro piccolo e delle cure igieniche di cui ha bisogno.
Per prima cosa stiamo attente alle etichette! quasi tutti i prodotti delle marche classiche e di maggior distribuzione sul mercato ( johnson baby, chicco, fissan...) anche nelle linee bio e che hanno un aspetto innocente e verdeggiante nascondono infatti molti petrolati, olii minerali e derivati, SLS e parabeni, profumi sintetici, conservanti, coloranti, nickel, cromo o cobalto, peggio ancora potrebbero esserci derivati animali o essere testati su questi piccoli nostri amici.
Tutti agenti altamente tossici e potenzialmente irritanti per la pelle della nostra creaturina, vi consiglio infatti di consultare il Biodizionario che vi aiuterà nella traduzione dell' INCI ovvero quel mucchio di paroline indecifrabili che sta nel retro di ogni prodotto cosmetico.
Nel primo periodo di vita il bambino andrebbe lasciato libero da creme, cremine, shampoo che possono alterare l' equilibrio lipidico e neutro della pelle, e in alcun modo bisogna aggredire le piccole e immature ghiandole sebacee con prodotti che impediscono la respirazione dell pelle.
Consiglio nei primi mesi di lavare il bimbo non più di 2 volte a settimane con l'amido di riso, lo i può trovare in erboristeria o nei normali supermercati.
Quando il piccolo raggiunge i 4-5 mesi si può cominciare a lavarlo con un detergente delicato, io mi fido molto dell'azienda Flora  che ha creato un'azienda proprio per bimbi ( BimBio )certificata, che lavora in modo etico, biologico e biodinamico ed è molto attenta nella produzione dei suoi prodotti.
Della linea ho provato il detergente multiuso, la crema antirossore e l'olio massaggio, tutti e tre validissimi, anche se della crema rossore ho avuto poco bisogno grazie ai mitici pannolini.
Ho sentito molto parlare anche della weleda, nonostante abbia comprato solo la linea solare bimbo protezione 20 ( massima protezione disponibile se si vuole restare in ambito naturale), infatti sono dell'idea che i bimbi tanto piccoli non debbano stare mai proprio sotto il sole in esposizione diretta, soprattutto nelle ore più calde, per cui una protezione 20 per me va benissimo anche se tornerò a casa bianca preferisco starmene sempre all'ombra ;)
Andremo al mare la mattina presto e nel tardo pomeriggio, utilizzare una protezione 50 solo per starsene al mare anche quando non è il caso mi sembra un pò assurdo.
Per le crosticine da latte va benissimo un batuffolo di cotone imbevuto d'olio d'argan e strofinato delicatamente sulla testina, eviterei di grattarle causando un inutile rossore, poichè vanno via via pian piano da sole senza problemi.
Quando cambiamo il pannolino evitiamo di utilizzare le salviette se siamo a casa ( tralasciando sempre le marche classiche e facilmente disponibili sul mercato), che oltre ad essere poco ecosostenibile, è dannoso.
Preferiamo invece dell'acqua fresca, che va a raffreddare quella zona delicata che è sempre surriscaldata dal pannolino, così facendo miglioreremo la circolazione e l'eccessivo calore dell'intestino e degli organi genitali ( soprattutto per i maschietti).
Bene detto tutto mi sembra, fatemi sapere se avete marche da consigliare o perchè no, ricette fai da te :)

giovedì 26 aprile 2012

Fascia o non fascia?

Buon giorno mamme oggi parlerò di fasce ;)
La fascia per me è stata un ottimo alleato e l'ho trovata migliore al mei tai e ai marsupi (soprattutto quelli ad anelli), sia come sicurezza, sia come versatilità.
Soprattutto nel primo mese il bambino ha bisogno di essere rassicurato, in quanto gli stimoli esterni sono tanti e l'ambiente è molto diverso da quello comodo e rilassante del pancione, la fascia a mio consiglio è l'ideale per aiutare il piccolo ad avventurarsi in questo nuovo mondo.
Oltre che essere molto protettiva e adatta alle esigenze psico-emozionali del cucciolo è uno strumento molto consigliato per lo sviluppo di anche e schiena, ed anche il papà potrà avere la possibilità di sentirsi a contatto con la nuova creatura.
A mio avviso la fascia non dovrebbe essere solo un porta bebè per portare il bimbo a fare una passeggiata o per avere le mani libere quando si fanno i mestieri, ma un vero e proprio oggetto per favorire la relazione bambino-mamma, bambino-papà.
La trovo davvero indispensabile nei primi tre-quattro mesi di vita quando il cucciolo ancora non ha molto interesse per il mondo esterno, la mia bimba ha quattro mesi e mezzo eppure quando dorme durante il giorno la tengo appresso a me e si sveglia sempre con un sorriso.
Credo di proseguire così fino a che la situazione non risulti poco gestibile, la mia bimba pesa sette chili e mezzo ma non ho mai avuto mal di schiena (una buona fascia si potrebbe utilizzare fino ai tre anni).
So che si può pensare che sia davvero difficile imparare, ma non è così e per il primo periodo se si è insicure si può provare allo specchio, consiglio comunque di comprare questo libro oppure di consultare questo sito per far si che il tutto sia in sicurezza per una giusta crescita e per non causare danni fisici.
Come scegliere la fascia giusta, che sostenga bene schiena e bambino? il materiale giusto?
A mio avviso la fascia migliore dovrebbe essere lunga 470 cm per poter effettuare tutti gli incroci e i modi di legarla possibile, inoltre questa lunghezza è ideale anche per il papà.
Eviterei le fasce elastiche e di materiali sintetici, nostro figlio ne è a stretto contatto e a volte respira proprio avvolto in questo dolce abbraccio tanto vale spendere qualcosa in più.
Credo che la fascia migliore di tutte sia quella della Didymos, in cotone biologico, colorato in modo naturale, perfino la raccolta del cotone è manuale per non far si che in modo meccanico entri qualche sostanza non sicura.
La si può comprare sul sito dove tempi di spedizione sono più lunghi ma c'è più scelta di colorazione, oppure qui si trova anche il contrassegno.
Altri lati positivi della fascia sono, che si può allattare in discrezione ed il pianto del bambino (soprattutto dai 0 ai 4 mesi) si riduce in modo sostanziale, perchè questo tipo di pianto è una conseguenza di questo mondo industrializzato e frenetico dove il bimbo viene tenuto in braccio solo quando è strettamente necessario e non tutto il tempo di cui avrebbe bisogno (è stato fatto uno studio che dimostra che i bambini delle tribù africane e inuit che vengono fin da subito portati in fascia e che rimangono per circa il 90% della giornata a contatto con la mamma, diventano indipendenti molto prima rispetto ai bambini occidentali che restano più "mammoni" perchè questo tempo si limita al 20%).
Quindi care mamme al posto di comperare l'ultima frontiera delle culle hi-tech che dovrebbe cullare, vibrare, cantare e stordire il vostro piccino e far piangere oltre che lui, il vostro portafoglio, consiglio di comprare questo utile oggetto tessile dalle multi proprietà.
Non preoccupatevi se vi dicono "ma la viziate, tenendola sempre in braccio" poichè nei nove mesi dopo il parto il bambino ha solo bisogno di tanto tanto amore, altro libro consigliato E se poi prende il vizio?.
Inoltre può essere poi, riutilizzata per costruire una piccola amaca per vostro figlio :)
Il tutto è caldamente approvato da Ariel e da mio marito...

Una foto di Ariel a tre mesi in cucina :P





mercoledì 25 aprile 2012

Cuscino amore mio.

Le mamme non vanno mai in vacanza ;) ma hanno la possibilità di poter godere del momento più bello e appagante del mondo, allattare il proprio piccolo.
Fin dalla prima volta, quando ancora non ci sapevo prendere bene la mano, continuando a chiedermi ma dov'è questo benedetto latte? ad ora che sembro un irrigatore da giardino, ho avuto un ottimo alleato, Il cuscino allattamento.
Ci sono tantissimi cuscini allattamento, c'è chi ha un lungo biscione di pula di farro, chi lo fa a mano, chi lo compera, si trova perfino all'Auchan.
Per la prima (e credo ultima) volta recensirò un oggetto che fa parte del gruppo chicco, il Boppy.
Avendo subito un taglio cesareo per me allattare era davvero difficile, perchè faceva male stare seduta e posizionarsi adeguatamente non era facile ne per me ne per la piccola, così all'ospedale mi portarono un lungo biscione di pula di farro da poter usare come sostegno.
Appena arrivata a casa mia madre comprò per aiutarmi il primo che trovò in circolazione e alla prenatal non offrono grandi assortimenti per cui mi comprò, data la necessità, il cuscino allattamento "boppy".
Dunque, costo altino, circa 60 euro, se si vuole quello in fibra naturale che si chiama Boppy Naturally, si deve spendere un pò di più, le fibre naturali sono:
-Milkofil (28%fibra di latte e 72% cotone) è assurdo ch io devo allattare su un prodotto fatto di caseina perchè è antibatterico, tra l'altro come quello che sta bevendo mia figlia, mi viene da ridere o piangere non lo so;
-Lempur (42% Lempur 58% cotone) abete bianco che qui dicono non essere ricavato da abbattimento;
- Ingeo (42% fibra Ingeo, 58% cotone), la fibra è naturale rispettosa nei cicli produttivi della terra, a basso impatto ambientale, deriva da amidi vegetali e risorse rinnovabili, ricavate da mais, barbabietola e canna da zucchero.
Io ho quello base e devo vantarne solo un lato positivo, è rigido ed ergonomico, cosa che i biscioni di pula di farro non hanno perchè la mia cucciola continuava a sprofondarci dentro e i semini continuavano a spostarsi, basterebbe magari riempirli un pò di più.
Qui Pane, Amore e creatività, ci sono un pò di informazioni per le amanti del cucito che vogliono sperimentare anche questa creazione, se linkate vedrete che ce ne sono di diversi, completi di cartamodello.
Se dovessi consigliarne uno personalmente ne comprerei uno simile a questo, mi sembra abbastanza compatto :)
Oppure c'è questo, la cui fodera diventa una comoda sdraietta.
Poi davvero, questo cuscino è mille usi, come palestrina per il cucciolo, come suo piccolo nido quando e piccino piccino oppure in gravidanza come sostegno per dormire.
Molto comodo soprattutto per chi ha "partorito" come me, un regalo molto consigliato anche per favorire l'allattamento al seno ;)










martedì 24 aprile 2012

Piccoli giochi, grandi insegnamenti.

Appena svegliata, la giornata scura e uggiosa mi ha fatto venire voglia di un argomento colorato e magico.
Tutte noi, quando il nostro pargolo inizia a praticare qualche nuova attività non vediamo l'ora di metterlo in quella giostrina che il nonno le ha regalato o mettergli in mano la pallina multi- accessoriata mille luci che la zia ha portato quando il piccolo era ancora nelle calde cure del pancione della mamma.
Siamo mamme e vedere compiaciuto il nostro cucciolo per noi è un pò una ragione di vita, soprattutto perchè passiamo i primo mese mese e mezzo ad accudirlo con tanto amore in attesa di qualche piccolo mugugno, movimento o sorriso.
Prima di affrontare questo amorevole, a volte molto stancante ma sempre appagante ruolo, sentivo, leggevo e credevo che i bambini avessero bisogno di molti più oggetti di quanti in realtà servono.
Personalmente dopo qualche mese alla nascita di Ariel, mi sentii che forse era meglio comprarle qualche giochino da mordicchiare (anche un pò per sfizio mio) o con cui giocare, anche se le mie mani e le nostre conversazioni potevano essere già di per se un notevole passatempo. 
Scartai a priori le grandi marche poichè la plastica non è per me un bel materiale, soprattutto se i giochi sono prodotti in cina, il prodotto non risulta eco-sostenibile e nemmeno eticamente corretto in quanto utilizzano fabbriche che inquinano tantissimo, per non parlare dei colori tossici e nemmeno dei trasporti...
Scartai pure i prodotti contenenti lucine colorate e suoni metallici, sinceramente li trovo insopportabili, ultra stimolanti e poco naturali.
Mi orientai dunque sul legno e sui giochi morbidi cercando su uno dei miei siti preferiti I piccolissimi, dove scoprii il marchio SELECTA, e me ne innamorai, ottimo, sia per rapporto con la qualità- prezzo, sia per l'utilizzo di legno non trattato e colori alla cera d'api ( c'è perfino un giochino per i denti con all'interno dell'ambra).
Sul sito ci sono tantissimi altri passatempi anche per bimbi più grandi come la plastilina di mais, il teatrino o i giochi di ruolo.
In Ecocose e EcoMiQui  potete invece, trovare giochi che sono equo-solidali aiutando le donne in Dhaka, nel Bangladesh o in India, nel primo link che vi ho postato c'è  l'unicorno che sto per comprare ad Ariel, per me è carinissimo :)

Se invece volete cimentarvi, come ho fatto io nella creazione di un gioco homemade  c'è un bellissimo sito MadebyJoel dove ho trovato l'idea per riciclare pezzi di stoffa in avanzo, la carta delle uova di pasqua e i piccoli contenitori in plastica delle sorprese che ci sono nelle uova di cioccolato formato mini ( nonostante l'età mia nonna me li porta ancora, per la gioia di mio marito da cui vengono puntualmente mangiati) cucendo questo sole multicolor, dove all'interno dei raggi ho posto o delle palline di legno, o altra stoffa o dei campanellini (posizionarli all'interno di un contenitore di plastica altrimenti al primo lavaggio saranno ruggine).



Potete trovare altre idee qui o, per le amanti del pannolenci qui.
Piccola postilla per chi sta denteggiando, ho trovato molto carino questo, altrimenti il classico rimedio della carota o del finocchio in frigo funziona sempre ;)
Mi sembra di aver concluso, dunque sono curiosa di sapere, cos'era il gioco preferito di vostro figlio? avete ancora prodotto giochi homemade?
Alla prossima ;)

lunedì 23 aprile 2012

Il parto in casa.

Buon giorno, oggi affronterò un tema delicato, perchè è sempre intriso di forti emozioni e forti ricordi.
Tutte noi abbiamo provato quel fermento che pervade l'aria durante le ultime settimane di gravidanza, dove non vediamo l'ora di avere tra le mani il frutto del nostro amore (e di liberarci della pancia ingombrante che ci impedisce oramai qualsiasi movimento da brave balenottere spiaggiate).
Così è stato ovviamente, anche per me. Scelsi però una via considerata alternativa per partorire, soprattutto nel mio piccolo paesello lacustre, partorire in acqua a casa.
I motivi che mi hanno spinta a questo tipo di scelta sono dovuti alla sicurezza che ho sempre avuto nel mio istinto e nelle mie capacità di donna. Sono sicura che c'è chi sente che il proprio parto sarà più tranquillo in ospedale, per me invece è sempre stata una paura, forse perchè io sono venuta al mondo con un parto indotto, e questo deve aver lasciato a me, oltre che a mia madre, un forte dolore.
Così fui seguita per nove mesi dalla mia ostetrica per prepararci a questo grande evento ( lo studio è a Castelnuovo del Garda e si chiama mamaninfea ).
Avevo anche intenzione di praticare il lotus birth, ovvero la nascita con la placenta, se volete ulteriori informazioni chiedete pure, vi consiglio anche un libro tutto sulla nascita completa.
Purtroppo anche se ce la misi davvero tutta, dopo due giorni di travaglio la mia situazione era tanto acerba quindi decidemmo di proseguire il tutto nell'unico ospedale dove la nascita si poteva effettuare come tanto avrei voluto, a Vipiteno.
L'ospedale è pubblico e quindi totalmente gratuito, ci sono tre sale parto, dotate di bagno, vasche riscaldate, palle, cuscini e corde, cromoterapia sul soffitto e tisane al lampone biologiche. Inoltre sono molto favorevoli all'allattamento (tutte le infermiere sono informatissime e a qualsiasi ora vi aiuteranno ad attaccare il piccolo al seno), tanto che in struttura non c'è latte artificiale, c'è una sala con cuscini per allattare (con musica classica di sottofondo) e c'è la possibilità di scegliere il menù vegetariano, tutto di agricoltura bio. Due volte al giorno portano dei termos di infuso di erbe per favorire la montata lattea e non vi dimetteranno fino a che non l'avrete raggiunta.
In questo ospedale (che vanta il minor numero di tagli cesarei) rispettano la donna e il bambino, seguendo i seguenti punti:
- che sia possibile affrontare il parto in qualsiasi posizione, anche nella fase espulsiva.
- che mamma e neonato non siano separati dopo la nascita, ma ancor prima del taglio del cordone siano messi pelle a pelle, per permettere la prima suzione del neonato (il cordone andrebbe tagliato almeno quando ha finito di pulsare)
- che il padre possa restare quanto vuole (mio marito è stato con me sempre e cambiava la piccola, ha anche effettuato il primo bagnetto.
- che sia possibile il rooming in, ovvero che il bimbo resti nella camera e nel letto della madre così che lei possa allattare a richiesta, senza poppate a scadenza di orologio.

Arrivai all'ospedale dilatata di 2 cm e mezzo, ma il giorno dopo, anche se avevo raggiunto i 10 cm dovettero eseguire un cesareo dato che la bambina era davvero troppo lunga e si era "incagliata" sull'anca, ovviamente rispettarono ugualmente tutti i punti sopra descritti.
Credo che per una madre un taglio cesareo sia un taglio nell'anima che deve rimarginarsi a poco a poco,
è difficile non arrivare fino in fondo, rimane sempre un gusto un pò amaro,  credo ci dovrebbero essere dei sostegni per le mamme che tornano a casa avendo avuto questo tipo di intervento (davvero mi domando cosa abbiano in testa le donne che lo programmano).
Fortunatamente la mia ostetrica mi aiutò molto nei giorni successivi, sia per medicare il taglio, sia per attaccare la mia piccina correttamente al seno.

Speriamo di riuscire nel mio sogno di mamma per il prossimo ;) posto in ogni caso delle associazioni, case maternità e anche ospedali che possono esservi utili nel caso vi sentiate coraggiose, e consapevoli che siamo capaci di partorire con certezza e sicurezza a casa nostra.

In Lombardia :
- casa di maternità La via lattea;
- casa di maternità La quercia;
- casa di maternità Montallegro;
- ospedale di Sesto S. Giovanni (qui sono stati allestiti alcuni locali che assomigliano alle case maternità);
- associazione La nuova luna

Emilia Romagna:
- casa maternità Il nido

Veneto:
- associazione Mamaninfea;
- associazione Melograno.
- associazione 13 doule (per sostegno e preziose informazioni pre e post parto)

E ovviamente L'ospedale di Vipiteno, queste informazioni saranno in continuo aggiornamento :)

Ps: Io e mio marito siamo molto appassionati di film come si può vedere, però il televisore non è collegato all'antenna :)




domenica 22 aprile 2012

Lettino stammi vicino.

Se si allatta al seno il proprio cucciolo non c'è nulla di più comodo del co-sleeping.
Se si cooslippa non c'è nulla di più ovvio che finire appiccicati al proprio partner quando il piccolo ha conquistato praticamente tre quarti del lettone e dorme pacificamente mentre il nostro povero lui fa l'equilibrista per non cadere. 
Per fortuna ci sono delle soluzioni pratiche ed estremamente economiche se si paragonano al classico lettino super accessoriato che vendono in ogni negozio per l'infanzia, dove, sicuramente nostro figlio non vorrà stare...
Per ovviare a questi piccoli inconvenienti io e mio marito abbiamo optato per un lettino che si attacca al lettone.
Il nostro si chiama Fabi-Max pro ( non il classic, perchè non ha le gambe regolabili, che hanno un'escursione di circa 15 cm) e lo abbiamo preso su e-bay al prezzo di 139 euro più spese di spedizione, il prezzo varia di poco se si vogliono colori più elaborati.
Arriva direttamente dalla fabbrica, in Germania, e ovviamente con istruzioni in tedesco, facile da montare perchè ha le istruzioni ikea mode :) (si monta in fretta anche se le gambe regolabili vi faranno imprecare un pò).
Chi come me è amante del contrassegno potrà trovare lo stesso identico lettino qui, ma il costo sale a 200 euro circa.
Pro:
- Il bimbo è in stretto contatto con la mamma pur avendo i suoi spazi.
- è in legno naturale, non trattato.
- Se si vuole si può usufruire dell'altra parete e farlo diventare un normale lettino.
- All'interno vi è tutto ( imbottiture, zanzariera, materasso, cuscino, lenzuola).
- Adattabile a qualsiasi letto.
- Prezzo equilibrato alle funzionalità.

Contro:
- Se si ha un materasso tanto alto non combacerà perfettamente con il lettino dato che l'aggancio sta sulla struttura del lettone e il materassino non è più alto di 5 cm.
- Il materasso è lungo 120 cm quindi si potrà usare circa fino a un anno e mezzo non di più, se poi si ha un gigante ancora meno ;)
- Il materasso è in poliuretano.
- Le lenzuola andranno bene solo per quel lettino, anche se si possono acquistare sul sito FabiMax o sul sito dei Piccolissimi.

Ci sono altri lettini come la culla babybay, che poi, acquistando altri pezzi può diventare delle dimensioni di un comune lettino, sul sito i piccolissimi costa quanto il Fabi-Max.
Comunque basta digitare su "Babybay la culla geniale"sempre sui Piccolissimi, che si possono osservare anche quelle delle altre marche sempre da attaccare al lettone, o per chi ama volare, quelle sospese :)

Per concludere posso dire che è una soluzione molto comoda e rassicurante sia per la mamma e il papà (che così non hanno paura di schiacciarlo), sia per il figlio.
Così si può tranquillamente fare a meno di radioline, walkie-talkie, sensori per la respirazione, etcc.. Che creano un campo magnetico attorno al bambino quando sono accesi ( personalmente misurato con rilevatore di campo).
Inoltre avendo vicino il piccolo qualsiasi intervento sarà più tempestivo e più facile da percepire,
oltretutto il lettino si può "riciclare" diventando un comodo divanetto nella camera dei nostri bimbi, basta solo togliere le gambe telescopiche con le ruote e la zanzariera ;)





       

sabato 21 aprile 2012

Fate la nanna ?

Arrivati al tasto dolente dormire, ecco che ultimamente spunta da parte di tanti ( si sono permessi di consigliarmelo anche chi non ha figli) il famigerato libretto di 116 pagine, dove Eduard Estivill  deve davvero essersi ingeniato per fare un libro che permettesse alle madri di sopprimere il loro istinto naturale, "Fate la nanna".
Il titolo già per se è un pò pretenzioso, ma vediamo come funziona il sonno dei bambini da 0 a 3 anni...
Il sonno dei bambini si divide in due fasi, il sonno REM e il sonno profondo, per noi adulti da durata di un ciclo completo è circa 90 minuti, nei neonati 45- 60 circa.
Quindi vi è molta differenza perchè il neonato può avere circa il doppio di sonno leggero di un adulto che solitamente si sveglia quando passa dal sonno profondo alla fase REM.
Madre natura non ha predisposto il neonato a svegliarsi per farci arrivare distrutti alla mattina, ma per assicurarsi di avere qualcuno vicino che si prende cura di lui, che istintivamente sa di non poter contare su se stesso per soddisfare tutti i suoi bisogni (fame, freddo, occlusione nasale, conforto).
Inoltre i bambini che vengono allattati assumono la maggior parte del fabbisogno nutritivo  durante la notte, quando il latte ha una composizione maggiormente assimilabile e lo stomaco del bimbo, grande più o meno come il suo pugnetto,  richiede poppate frequenti. 
Ciò accade soprattutto nei primi 6 mesi, in questo periodo il sonno non dura solitamente più di due- tre ore così che il neonato possa inciciottirsi a sufficienza :)
Durante le tappe di crescita, 3-6-9 mesi ad esempio, il bambino si sveglia più frequentemente per abituarsi e testarsi.
Quindi è tutto normalissimo, non si sta sbagliando qualcosa :) 
Il metodo Estevill, estirpa completamente tutto questo processo istintivo, azzerando la fiducia che il bambino ha nelle persone che ritiene siano quelle ad occuparsi di lui, possiamo solo pensare ai danni che provoca in un piccolo esserino, che ovviamente non vedremo subito, ma molto probabilmente inizieranno a farsi spazio in modo evidente nell'adolescenza. 
Funziona, purtroppo e senza dubbio questo metodo funziona se si riesce a lasciare il proprio figlio da solo in camera che piange e vomita ritaglio qui un piccolo pezzo del libro :

"Qui mamma e papà dovranno dismostrare la loro vera forza. Non dovranno pensare che Paolino che, in segno di supplica, alza i braccini con il viso triste o che, se più grande, urlerà dalla disperazione [...] Piangerà, urlerà, singhiozzerà fino a strangolarsi, vomiterà, si agiterà in preda a convulsioni, dirà "sete", "fame", "bua", "ti prego", "non ti voglio più " e quant'altro per di riuscire a piegarvi. Ma fate finta di nulla, siate stoici. "

Perchè un bambino faccia appello ai suoi bisogni primari per avere un pò d'attenzione è raccapricciante, per non parlare del resto.
Come possiamo poi pretendere che ci parli? o di avere un buon rapporto con lui o lei?

Sconsigliatissimo da molte associazioni pediatriche. Vi consiglio invece il libro " Facciamo la nanna" di Grazia Honegger Fresco che trovate qui , oppure il bellissimo libro di Carlos Gonzales, che parla dell'essere genitori consapevoli e della nanna, dal titolo "Besame mucho", veramente stupendo, in vendita sul sito il giardino dei libri .
Arriviamo dunque al cosleeping, ovvero al dormire tutti insieme come dovrebbero fare tutti i mammiferi.
Vediamo dunque cosa ne penso io, per ora io e mio marito dormiamo insieme alla piccolina di quattro mesi e mezzo, assolutamente pratico per me che la allatto e assolutamente rassicurante per lei.
Sono dell'idea che in questo mondo per attitudini culturali, sociali e personali il bambino abbia bisogno di definire la sua personalità come individuo che conquista le sue piccole sicurezze anche grazie a dormire da solo, quindi non so a che età precisa (credo un anno e mezzo) ma comincerò a portarla nella sua cameretta, nella quale ci sarà un lettino aperto e basso ( li ho visti all'Ikea per circa 150 euro) dal quale lei potrà uscire ed avere libero accesso al lettone.
Così diversamente dal metterla io direttamente a letto con noi, sarà lei che ha già un suo spazio ed è libera di entrarci, uscirci, prenderne la famigliarità (una specie di co-sleeping a richiesta).
Poi si sa ogni bambino è diverso ed alla fine sarà più lei che noi a farci capire cosa dobbiamo fare. Voi come avete agito? Il vostro piccino dorme con voi? 







venerdì 20 aprile 2012

La dipartita dei pannolini

Dunque dunque, quando si è in gravidanza ci si comincia a guardare attonite intorno per la enorme quantità di tipi di pannolini, se poi si considerano anche i lavabili c'è da rimanerne allibite.
Tutto questo per trovare il giusto equilibrio tra assorbenza, culetto rosso e barriere reggi pupù.
Devo ammettere che all'inizio quando mi sono trovata a dover cambiare la mia piccola per le prime volte ho usato per un periodo gli "huggies newborn", lo so che non è per nulla naturale, ma per un mesetto è stato così, un po' perché non potevo andare alla mia botteghetta bio per procurarmi dei pannolini eco, un po' perché ero così stanca che sinceramente era l'ultimo dei miei problemi.
Ho provato i pannolini natura è (10,50 euro di 30), mi sono sembrati un po' plasticati, anche se molte ne vantano le qualità, poi se sbagli ad attaccare lo strap devi praticamente buttare il pannolino perché si sforma proprio... Mah..
Di pannolini lavabili mi spiace ma non se ne parla, soprattutto nei primi tempi, far lavatrici non mi sembra una buona idea, anche perché tra l'acqua e il detersivo, mi è sempre parso che ci sia poco di ecosostenibile, magari è solo una mia impressione, diciamo che è più una scelta di vita :)
L'amore a prima vista è arrivato così di sfuggita all'Auchan, tra le migliaia di scatole colorate eccoli li, fin dalla Svezia (che come sempre sono avanti) solo per me, i "Nature baby Care" sono ottimi da ogni punto di vista: senza cloro, senza profumo, pellicola a base di mais non OGM, barriere realizzate in materiali naturali, strato di distribuzione realizzato in materiali naturali e ovviamente compostabili, io lo riuso come sacchetto dell'umido (se non siete pratiche dell'Auchan, li vendono anche su internet qui, a19,50 euro di 48).
Inoltre ho acquistato anche le salviette "Nature baby Care" e sono composte da elementi completamente etici, niente SLS nè parabeni o derivati dal petrolio, ovviamente non testati sugli animali ;)
Per la prima volta la settimana scorsa erano finiti e ho dovuto li per li scegliere, ho optato per la linea naturale dell'Auchan, anche quella abbastanza buona, non come l'altra, per quanto riguarda gli strap elastici e la qualità della cellulosa.
Oppure care donne se volete sperimentarvi nell'elimination communication fate voi ;) , io non ho avuto il coraggio, e poi avendo dovuto a forza fare il cesareo non ho potuto, anche se sarebbe la tecnica più green in assoluto.
Ovvero creare un legame ancora più intimo con il proprio cucciolo portandolo sul vasino fin dai primi giorni (tenendolo ovviamente fino a che non sta seduto da solo), cioè seguire la sua naturale inclinazione a fare la cacca senza dover obbligatoriamente conviverci.
Voi cosa ne pensate? come accudite questo adorabile (e a volte un po' meno) lato caccoso?



giovedì 19 aprile 2012

Welcome

Il mio primo post nasce coronato dal dolce sottofondo di "ma ma ma ma ma..." di mia figlia, che accanto a me "mastica" se così si può dire per una principessa di quattro mesi e dieci giorni, il suo giochino di legno.
Questo blog nasce come piccolo vademecum  di informazioni riguardo prodotti, associazioni, hotel, libri, informazioni, ricette, idee nel totale rispetto del bambino, della mamma e delle wanna be.
Mi spiego meglio, diventando mamma mi sono scontrata con migliaia di idee, affermazioni, modi di essere questa figura importante che ha il fantastico e onorevole compito di accompagnare la propria piccola, geniale creatura attraverso la conoscenza del mondo, ed io ho scelto di rispettare il mio istinto.
Questo vuol dire che per motivi intrinseci con quello che sono, non consiglierei mai un'altra persona riguardo elementi che non siano naturali, eco-sostenibili, biologici, pratici, e che seguano le vere esigenze del piccolo cucciolo d'uomo.
Sono sempre in ricerca, e proiettata verso la conoscenza e la consapevolezza che una mamma cresce delle piccole donne e dei piccoli uomini che faranno il mondo di domani, e non c'è compito più grande.


Ps: Alcuni post saranno redatti da mia figlia Ariel, che farà da collaudatrice ai prodotti :)