Buon giorno, oggi affronterò un tema delicato, perchè è sempre intriso di forti emozioni e forti ricordi.
Tutte noi abbiamo provato quel fermento che pervade l'aria durante le ultime settimane di gravidanza, dove non vediamo l'ora di avere tra le mani il frutto del nostro amore (e di liberarci della pancia ingombrante che ci impedisce oramai qualsiasi movimento da brave balenottere spiaggiate).
Così è stato ovviamente, anche per me. Scelsi però una via considerata alternativa per partorire, soprattutto nel mio piccolo paesello lacustre, partorire in acqua a casa.
I motivi che mi hanno spinta a questo tipo di scelta sono dovuti alla sicurezza che ho sempre avuto nel mio istinto e nelle mie capacità di donna. Sono sicura che c'è chi sente che il proprio parto sarà più tranquillo in ospedale, per me invece è sempre stata una paura, forse perchè io sono venuta al mondo con un parto indotto, e questo deve aver lasciato a me, oltre che a mia madre, un forte dolore.
Così fui seguita per nove mesi dalla mia ostetrica per prepararci a questo grande evento ( lo studio è a Castelnuovo del Garda e si chiama mamaninfea ).
Avevo anche intenzione di praticare il lotus birth, ovvero la nascita con la placenta, se volete ulteriori informazioni chiedete pure, vi consiglio anche un libro
tutto sulla nascita completa.
Purtroppo anche se ce la misi davvero tutta, dopo due giorni di travaglio la mia situazione era tanto acerba quindi decidemmo di proseguire il tutto nell'unico ospedale dove la nascita si poteva effettuare come tanto avrei voluto, a Vipiteno.
L'ospedale è pubblico e quindi totalmente gratuito, ci sono tre sale parto, dotate di bagno, vasche riscaldate, palle, cuscini e corde, cromoterapia sul soffitto e tisane al lampone biologiche. Inoltre sono molto favorevoli all'allattamento (tutte le infermiere sono informatissime e a qualsiasi ora vi aiuteranno ad attaccare il piccolo al seno), tanto che in struttura non c'è latte artificiale, c'è una sala con cuscini per allattare (con musica classica di sottofondo) e c'è la possibilità di scegliere il menù vegetariano, tutto di agricoltura bio. Due volte al giorno portano dei termos di infuso di erbe per favorire la montata lattea e non vi dimetteranno fino a che non l'avrete raggiunta.
In questo ospedale (che vanta il minor numero di tagli cesarei) rispettano la donna e il bambino, seguendo i seguenti punti:
- che sia possibile affrontare il parto in qualsiasi posizione, anche nella fase espulsiva.
- che mamma e neonato non siano separati dopo la nascita, ma ancor prima del taglio del cordone siano messi pelle a pelle, per permettere la prima suzione del neonato (il cordone andrebbe tagliato almeno quando ha finito di pulsare)
- che il padre possa restare quanto vuole (mio marito è stato con me sempre e cambiava la piccola, ha anche effettuato il primo bagnetto.
- che sia possibile il rooming in, ovvero che il bimbo resti nella camera e nel letto della madre così che lei possa allattare a richiesta, senza poppate a scadenza di orologio.
Arrivai all'ospedale dilatata di 2 cm e mezzo, ma il giorno dopo, anche se avevo raggiunto i 10 cm dovettero eseguire un cesareo dato che la bambina era davvero troppo lunga e si era "incagliata" sull'anca, ovviamente rispettarono ugualmente tutti i punti sopra descritti.
Credo che per una madre un taglio cesareo sia un taglio nell'anima che deve rimarginarsi a poco a poco,
è difficile non arrivare fino in fondo, rimane sempre un gusto un pò amaro, credo ci dovrebbero essere dei sostegni per le mamme che tornano a casa avendo avuto questo tipo di intervento (davvero mi domando cosa abbiano in testa le donne che lo programmano).
Fortunatamente la mia ostetrica mi aiutò molto nei giorni successivi, sia per medicare il taglio, sia per attaccare la mia piccina correttamente al seno.
Speriamo di riuscire nel mio sogno di mamma per il prossimo ;) posto in ogni caso delle associazioni, case maternità e anche ospedali che possono esservi utili nel caso vi sentiate coraggiose, e consapevoli che siamo capaci di partorire con certezza e sicurezza a casa nostra.
In Lombardia :
- casa di maternità La via lattea;
- casa di maternità La quercia;
- casa di maternità Montallegro;
- ospedale di Sesto S. Giovanni (qui sono stati allestiti alcuni locali che assomigliano alle case maternità);
- associazione La nuova luna
Emilia Romagna:
- casa maternità Il nido
Veneto:
- associazione Mamaninfea;
- associazione Melograno.
- associazione 13 doule (per sostegno e preziose informazioni pre e post parto)
E ovviamente L'ospedale di Vipiteno, queste informazioni saranno in continuo aggiornamento :)
Ps: Io e mio marito siamo molto appassionati di film come si può vedere, però il televisore non è collegato all'antenna :)
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